Poggioreale

Poggioreale sorge su un territorio collinare (a circa 150 m sopra il livello del mare) nella Valle del Belice, vicino al fiume omonimo.

Il paese fu fondato come centro agricolo nel 1642 dal marchese di Gibellina, Francesco Morso, che nel 1643 ebbe il titolo di principe di Poggioreale. Nel 1968 ci fu la violenta scossa che colpì la Valle del Belice distruggendo la città. Restano i ruderi che, ancora oggi, testimoniano la vita prima del 1968.

Poggioreale

Dopo il terremoto si decise di non restaurare questi ruderi ritenendo il loro ripristino antieconomico e potenzialmente pericoloso. Il paese venne ricostruito alcuni chilometri più a valle, con strutture moderne e avveniristiche (per l’epoca).

Nel tempo si è originato un turismo di passaggio, interessato agli splendidi ruderi della vecchia città, denominata da alcuni La città Fantasma, distrutta dal terremoto del 1968, ma rimasta miracolosamente intatta nel tessuto viario e in alcuni edifici più rappresentativi. Una parte del racconto visivo della Città di Poggioreale, dopo il terremoto, è stato raccontato dal pittore Guido Irosa attraverso 34 tele dipinte dal medesimo artista, con le quali, racchiude un periodo: dal 2000 al 2005. Ruderi che, ancora oggi, testimoniano le vita, ancora visibile, vissuta prima del 1968.

Presso la Biblioteca Comunale è stato allestito un museo etno-antropologico di vita contadina, e sono esposti pure alcuni dei reperti recuperati negli scavi del Monte Castellazzo. Nel nuovo centro si può ammirare la nuova Piazza Elimo realizzata da Paolo Portoghesi, La Fermata di Autobus e la Cappella di Sant’Antonio realizzata da Franco Purini.

Si coltivano in paese cereali, ortaggi, olive, meloni, uva, frutta. Sono presenti gli allevamenti di bovini e ovini.
La fertile valle del fiume Belice offre interminabili distese di vigneti, che producono ottimi rossi, in particolare Nero d’Avola, e poi Syrah e Cabernet. Notevole è peraltro la produzione estiva di meloni gialli e angurie.

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